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lunedì 14 novembre 2016

L'avventura continua

Scritto il 16 marzo 2016

Ero rimasta davanti all'ospedale,
non so dove esattamente a Kathmandu, con la bimba dolorante che chiedeva di tornare a scuola (che non ho idea di dove sia localizzata geograficamente, so solo che è in cima ad una collina e che ci sono mille stradine scoscese e sterrate per raggiungerla).
Per fortuna davanti all'ambasciata inglese ci sono fermi dei taxi, mi avvicino al primo che è guidato da una donna, un'abbondante nepalese dall'aria simpatica che naturalmente non ha idea di dove sia la scuola.
Cerco tra le varie carte che ho, trovo un indirizzo della "Lincoln American School", glielo mostro, lo guarda come se le avessi fatto vedere un quadro astratto, è evidente che non le dice niente. La bimba dà segni di impazienza, che ci sta, dopo tante torture, io muoio dal caldo (due ore prima faceva un freddo cane e sono decisamente troppo vestita) e stiamo per gettare la spugna, anche se le possibilità di trovare un tassista che conosca la scuola americana sono veramente remote.
Mettendo via i fogli mi passa tra le mani l'orario del pulmino, sul retro del quale sono scritti i numeri del capo dei drivers della scuola. Idea: chiamo il capo e gli chiedo di parlare con la tassista per spiegarle la strada per uscire dal labirinto.
 I due conversano qualche minuto in nepalese, che è veramente incomprensibile anche se ha dei suoni particolarmente belli, sembra un canto. Alla fine della conversazione la tassista mi fa capire di aver chiara la destinazione, le chiedo quanto vuole e spara "ottocento rupie", sono inferiori a otto euro, ma è decisamente sproporzionato rispetto alla distanza, in fin dei conti la stessa strada l'ho fatta andando verso l'ospedale, e trattando molto poco ho speso sei o settecento rupie, non ricordo. Le dico con aria decisa:"cinquecento!".Sorride e fa segno di no con la mano, le spiego che prima ho dato cinquecento rupie e allora dondola la testa a destra e a sinistra, da noi è un segno di incertezza, mentre per i nepalesi significa assenso.
Bene, è fatta.
Lei va a scuola, io mi incammino, naturalmente il navigatore non vuole partire e sono costretta a cercare di ricordare una della mille strade che mi riportano a casa, non è semplice e probabilmente allungo il percorso, ma alla fine ce la faccio. Dopo poco è ora di recuperare la piccola, ha invitato a casa Chloe, la sua amichetta del cuore. giocano con le bambole insieme per un paio d'ore, parlano entrambe lo stesso inglese fluente, vorrei registrarle perché fatico persino a distinguere la voce dell'una e dell'altra, sembra di sentire un telefilm americano...Purtroppo ogni volta che mi avvicino mi cacciano, vogliono proprio giocare da sole!
Appena la madre di Chloe viene a prenderla, Elena inizia a lamentarsi per il male al braccio, al dito, alla testa.
Piagnucola per un ora continuamente, alla sera ha gli occhi rossi e la faccia sbattuta, riesce a stento a mangiare e le do un po' di tachipirina, scotta molto e crolla addormentata, si sveglia al mattino lamentandosi ancora. Conoscendola pensiamo che ci marci un po' su, dopo un'abbondante colazione a base di frutta e biscotti, la mandiamo a scuola. Alle nove e mezza mi telefona Nurse M, penso che voglia dirmi di andarla a prendere, invece..mi chiede l'autorizzazione a darle del paracetamolo perchè possa rimanere a scuola.
Come in Italia!! Dove, se un bimbo si lamenta si chiamano immediatamente i genitori.
Dopo mezz'ora mi chiama ancora, mi dice che la bimba non se la sente di tornare in classe, vuole che la convinca io...ma sono italiana e la vado a prendere!
Quando ci salutiamo, Nurse M mi raccomanda di portarla a scuola il giorno dopo. Come in Italia!! Dove, per legge, se un bimbo è stato portato via da scuola poi deve stare a casa un giorno in più.
Stavolta Faccia Brutta risponde al telefono, arriva sotto casa in due minuti netti, mi porta a scuola facendo il giro del globo, è la rush hour delle 11 (devo ancora capire quando non è la rush hour), aspetta che esca e ci riporta a casa, è contentissimo delle mille rupie che gli do per il doppio giro e mi lascia il sospetto che forse sono troppe...Non capirò mai!
La bimba crolla addormentata dopo aver mangiato un panino col formaggio di Yak, di solito il formaggio non le piace e non è che quello di yak sia particolarmente buono, ma si vede che è l'effetto del vaccino. 

 Di fatto si è svegliata ora dopo almeno tre ore di sonno, ed è in forma!