lunedì 26 novembre 2018

WAR MUSEUM SAIGON (HO CHI MHIN CITY)



First day first tour of the city: War Museum seems to be a must.
Amazing in its horror!
 My idea of such museum was a bunch of military uniforms and tanks and planes... There are, outside. But what I saw was an exhibition of quiet pride, inner force and dignity.
Outside the museum



"It displays exhibits on war crimes and consequences inflicted on the Vietnamese people by foreigner aggressive forces.
Simultaneusly, the museum appeals to everybody to oppose was, preserve global peace, promote friendship and solidarity among Nations". It is written on the leaflet and it is true!
Propaganda and peace messages
The only think to help you to understand what it means is: visit it. Higly recommended.
There are all the famous pictures taken by American journalists, black and white portraits of the human stupidity. The famous nacked girl running away from the burning forest, and next to the pictures there's the nice end of the story: she's alive, safe in Canada. There is an ungodly pictures of an American soldier holding a bunch of dirty clothes with a helmet: its the rest of an other soldier.
Really, the images are too cruel, even to be descripted no mention to publish.
Inside the museum
There are weapons, bombs, helmets, uniforms, flags...
Outside the museum, on the side, they rebuilt a sort of prison where Vietnamese people were tortured and kept utill they died, in cages small even for a dog.
The inquisition torture system was nothing compare to those systems.


The most shocking part: agent orange effect on people and enviroment. There are shelves full of vases in wich deformed fetuses are preserved, photos of live siamese twins that look like strange creature of fantasy... truly terrible, touching and intolerable in its cruelty.  

Outside the playground.
Intelligently, the museum has a large playground area that attracts children who go directly to play, losing interest in the exhibition.





The other touching part is by the exit, where, after you have seen all the atrocities that have happened and the devastating effects of chemical weapons, you can meet some disabled people, young and old, fisically et mentally devastated by the agent orange. They are selling their handcraft products, but mostly they are showing themselves as to tell to the visitors that what they have watched was not the trial of a horror movie.
Lady getting her bike

Lady cycling her way out.
Puzzled by the dive in such a dark aspect of the human nature, once out, you enjoy again the quiet vietnamese lifestyle. 


I am happy to have had the promptness to take the picture of a lady in typical dress and hat, who took her bike and calmly started to cycle away in the park.
That is the tipycal image of the city.

I'd like to close this description with a  message that was inside the museum, symbol of pride and inner strenght of Vietnamese people.


sabato 24 novembre 2018

TRIP TO SAIGON (HO CHI MHIN CITY) Viet Nam

Tihar, November again: time to escape from Kathmandu. Travelling by night is always tiring, a quik stop in Kuala Lumpur and in the morning we are  in Ho Chi Mihn City, better known as Saigon.
Airport clean and tidy, busy with Asian people but not noisy.
First impact with the city: from taxi


We are puzzled and disoriented but we managed a taxi and a ride to the hotel.


The weather is warm and a little humid: perfect break in the freezing nights in Kathmandu.

Bikes!!!



With this city is love at the first sight: not so noisy, not so chaotic, gazillions of bikes, with one, two or three people on. Everyone wearing the helmet, it looks like a moving carneval.
Bikes on the road



Having light skin is fashionable in Asia, that is why people totally cover themselves. 
Girls totally covered




giovedì 15 novembre 2018

LOWER MUSTANG SUPER TREKKING




Tempo di scappare da Kathmandu, via verso Pokara con il solito autobus che affronta coraggioso la temibile autostrada...
Ascesa al tempio Indu a cavallo

Dopo una piacevole serata tra italiani scappati dalla caotica capitale per le vacanze del Dashain, ci prepariamo per partire verso il Mustang detto anche "Ultimo Paradiso" per la sua proverbiale bellezza incontaminata.








Capre in viaggio verso la macellazione della festa
Viaggio in jeep.
Interminabile.
Bumpy.

Altre capre in movimento

Fuori dalla città

Pausa di viaggio, mamma con bambino
Avventuroso.


Pausa di viaggio, hotel Milan

Sala da pranzo con vista sulla camera


Sala da pranzo





























Corde per bagagli

























Già dalla prima pausa per il pranzo
ci rendiamo conto di quanto "essenziale" sia l'accoglienza.
Portatori che si preparano
Alcuni portatori si preparano i bagagli e decidono di caricare alla nepalese (con una corda sulla fronte) i bagagli dei loro ospiti. La piazzola è attrezzata con apposite corde da legare agli zaini per cambiare modalità di trasporto, dalle spalle alla fronte, strana scelta dei nepalesi che spesso scelgono le scarpe da ginnastica se non addirittura le flip flop per affrontare i trekking più semplici.


Portatori all'opera



Il freddo caratterizza le notti in alta montagna, i posti in cui ci fermiamo sono veramente basici: letto un materassino su una tavola, bagno senza doccia e senza acqua calda. Il cibo è semplice e tradizionale, il servizio è personalizzato, sono i nostri portatori e la guida che si occupano di noi. una sera, il giorno della festa del Dashain, la proprietaria dell'"albergo" è rimasta da sola, i portatori sono andati in cucina ad aiutare e lo stesso ho fatto io!
Lungo la strada e portatori che preparano il carico
Dalla macchina verso Marpha village

Credo di non aver mai sbucciato tante patate in vita mia!
L'odore di cucina che mi è rimasto addosso se n'è andato solo tornati a Pokhara, dopo una doccia fatta come si deve.


Paesaggio prima di arrivare in quota

Macchine sul letto del fiume

Strada carrabile
Ponte sospeso (pauroso)

Altro ponte sospeso
Il percorso offre paesaggi diversi ogni giorno, non si tratta solo di camminare e godere del paesaggio, abbiamo la fortuna di visitare parecchi luoghi sacri sia per gli induisti che per i buddisti.
I riti sono per noi piuttosto strani e a volte molto pittoreschi.
La cerimonia del bagno purificatore nel tempio Indu di Muktinat a 3800 metri, è veramente divertente.
Alla stessa altezza c'è un monastero buddista, la cui cerimonia di accoglienza dei monaci e dei fedeli è stata invece molto suggestiva. La nostra guida e i portatori hanno partecipato ad entrambi i riti, spiegandoci con disinvoltura ed orgoglio che in Nepal si può essere fedeli a più religioni contemporaneamente.
Simbolo del tempio Indu a Muktinat

108 sorgenti (gelate) del tempio Indu

Cerimonia del bagno nel tempio di Muktinat


Lago sacro

Giovani monaci che si curano i segni del freddo
A 3800 metri, senza il sole fa davvero freddo, per fortuna abbiamo trovato giornate piacevoli durante il cammino.
Il freddo al tramonto, accompagnato da un gelido vento tagliente però non perdona, infatti i giovani monaci (alcuni non hanno più di cinque anni di età) hanno la pelle screpolata, rovinata ed addirittura tagliata per il freddo ed il vento. Per sbaglio ci siamo trovati in un cortile interno dove i bambini si medicavano a vicenda spalmandosi vaselina calda sulle piaghe. Non un bello spettacolo. In netto contrasto con quanto avveniva qualche metro più in basso dove era in corso una cerimonia in cui le monache (difficilissimo distinguerle dai colleghi maschi) ricevevano una solenne benedizione da qualche Lama.
Benedizione buddista, tempio femminile
Cartello che indica la zona dei templi

 
Sulla via del ritorno




Villaggio tipico con legna sul tetto.

sabato 6 ottobre 2018

DOWN IN THE DUMPS KATHMANDU

In the imagination of those who are planning to travel to Nepal, Kathmandu appears as a fascinating place with Hindu and Buddhist temples, in a valley among the highest mountains in the world... there is much more than this.
Muddy road after the rain

Roads, for example, are not paved and during the monsoon season they are impraticable becuse too muddy.








Buses in the Ring Road

Early in the morning around the super polluted Ring Road yoy can see the vendors coming from outside with their merchandise carried over their heads.
The lucky ones have a bike, the female ones have a small sedentary market.
Bananas in a bike


Bananas on head


Butcher


























Everything is managed by the streets. The sidewalks are occupied by vendors, shoe shiners, butchers, dogs, cows.
Shoe shiner
Strolling is impossible!

IL LATO OSCURO DI KATHMANDU


 Nella fantasia dei viaggiatori che non hanno ancora viaggiato, Kathmandu appare come un paradiso affascinante, templi induisti e buddisti all'ombra delle montagne più alte del mondo... Non è proprio così.
Strada impraticabile per il fango, vicino le baracche

Fine settembre, ormai la stagione delle piogge sta finendo e i diluvi notturni non ci sono più, ogni tanto ancora al pomeriggio piove un po', quanto basta per rendere le strade non asfaltate degli acquitrini melmosi e puzzolenti.




Intorno agli autobus sulla ring road

venditore di banane
Al mattino presto scendono dagli autobus sovraffollati i venditori di frutta e verdura.
Caricano la mercanzia sulla testa e si avviano verso le strade dove poi venderanno.
Di seguito alcune immagini eloquenti su come avviene la vendita al dettaglio.       
Venditore di banane e altra frutta

I più fortunati si avvalgono dell'aiuto di biciclette che spingono su è giù dalle strade di Kathmandu gridando incessantemente il nome della loro merce. Si tratta sempre di una o due cose, raramente hanno più prodotti e le grida si susseguono in modo ipnotico.
Venditore di banane con bicicletta
Mercato femminile
I venditori "mobili" sono sempre uomini, mentre chi si ferma improvvisando mercato sul marciapiede sono le donne, spesso circondate da bambini che razzolano intorno.

Le strade principali sono asfaltate anche se spesso piene di buche e pozzanghere, quelle secondarie sono di terra e diventano fangose con le piogge.
I marciapiedi, quando ci sono, sono ingombri di mercanzie o di spazzatura, in entrambi i casi per la gioia delle mucche.
Ciabattino sul marciapiede

Bancone da macellaio sul marciapiede

Mucca 

Spazzatura sul bordo della strada
Il marciapiede è spesso un'estensione delle attività commerciali dei caffè tipici: un rubinetto a terra o più spesso un insieme di contenitori di plastica, costituiscono la "zona lavastoviglie" del locale.
Chi gode di questa confusione sono i numerosi cani di strada che beneficiano della raccolta degli avanzi.
Lavaggio piatti di un ristorante sulla strada
Lavaggio piatti di un caffè









Cani di strada

Cani di strada