Scritto il 3 aprile 2016
Città imperiale, molto ben
conservata, bellissima.Un grande quartiere tutto pavimentato con i caratteristici mattoni rossi. Per entrare in questa parte della città i turisti stranieri devono pagare un biglietto (non i Nepalesi, e gli Asiatici appartenenti alla SAARC pagano comunque meno) , a guardia dei pagamenti c'è nientemeno che un caprone!
conservata, bellissima.Un grande quartiere tutto pavimentato con i caratteristici mattoni rossi. Per entrare in questa parte della città i turisti stranieri devono pagare un biglietto (non i Nepalesi, e gli Asiatici appartenenti alla SAARC pagano comunque meno) , a guardia dei pagamenti c'è nientemeno che un caprone!
Le parti in legno sono di per sé uno spettacolo, non c'è trave che non sia graziosamente scolpita, non c'è oscuro o finestra senza fiori o animali di buon auspicio intagliati nel legno. I templi sono innumerevoli, si affacciano sulle piazze che si susseguono, unite da viottoli stretti e suggestivi limitati da edifici di grande pregio. Sulle scalinate dei templi ci sono vari animali di pietra, disposti simmetricamente ma tutti diversi, ciascuno con il suo preciso significato beneaugurante. Salire la scalinata del tempio più alto, ben cinque piani, è decisamente emozionante. Da questo tempio, col nome impronunciabile, si ammira tutta la piazza che domina, senza neanche una crepa. Eppure è sopravvissuto a più di un terremoto dalla forza eccezionale, il primo nel 1935, gli altri l'anno scorso. Si tratta di un tempio induista ma gli animali rappresentati sono simboli buddisti.
I bambini di tutte le età invadono i templi e si arrampicano ovunque, come le scimmie del monkey temple. Si vede che questi spazi, poco trafficati (comunque infestati da moto in gran quantità) sono considerati alla stregua di un parco giochi gigantesco.
Questa parte di città è veramente fantastica, si respira cultura mista a misticismo, tutto molto concreto, come sono i Nepalesi... persino il tipo storpio che chiede elemosina ha un cartellino al collo, è "certificato". I bambini che attaccano bottone per guadagnare qualche soldo come guide, sanno il fatto loro: salutano, ti chiedono da dove vieni, come ti chiami, che fai, cosa ti piace del Nepal... cercano di entrare in confidenza, così poi come si fa a dire di no? Hanno sicuramente meno di dieci anni ma sono navigati, e sopratutto cercano di essere "professionali": si offrono come guide, mica chiedono elemosina!
Poi ci sono anche i mendicanti, grandi e piccoli, accomunati dalla sporcizia, fortunatamente non sono invadenti. Non come gli animali da cortile che seguono chiunque abbia qualcosa da mangiare. Noi, per la gioia della bimba, ci siamo fatti accompagnare da una grossa capra ghiotta di bucce di banana.
Solo l'ingresso al museo l'ha dissuasa dal venire con noi.
Museo dei bronzi, noioso, polveroso ed inutile da vedere, ma collocato in un edificio spettacolare: soffitti bassissimi, travi decorate finemente, tantissime finestre affacciate su una tranquilla piazza e su un cortile interno. Conosco più di una persona che sarebbe dovuta rimanere fuori a causa dell'altissimo rischio di mal di schiena rimanendo lì dentro! Le porte poco più alte delle finestre erano giuste a misura di bimba. Ma i Nepalesi sono pratici: perché fare grande, se a loro basta piccolo?
L'unica cosa veramente grande, e grandiosa, sono i templi, impossibile entrarvi ma la loro maestosità colpisce.
Tornando verso casa ci fermiamo al "laghetto"degli innamorati, una gigante piscina all'aperto, verde e maleodorante. Piena, questo si, di giovani coppie che sedute sulla scalinata perimetrale danno da mangiare ai pesci. Che ci sarà di romantico in questo?
Non lo sappiamo finché non proviamo a farlo anche noi. È veramente divertente cercare il posto in cui affiorano più mostri marini, in cui si vede muovere l'acqua verde e le palline (appositamente vendute sulla riva) spariscono. Abbiamo condiviso questo passatempo nepalese per quasi un'ora.
Dopo tanta immersione nella storia e nella cultura, abbiamo bisogno di riposo... un giro al giardino botanico il giorno dopo è necessario!
Affollato ma non caotico, grande e ben tenuto, un paio d'ore di passeggiata ossigenante sono proprio quello che ci vuole.


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