domenica 6 novembre 2016

Giovedì alla KAS Khartoum-Sudan


Scritto il 12 agosto 2015

Tra le cose che osservo e vorrei descrivere ci sono le persone che vivono qui a Khartoum... donne, uomini, studenti. 
Una raccolta di osservazioni che mi girano nella testa da quando sono qui, ormai più di due settimane. Avrei voluto iniziare proprio da incontri occasionali, osservazioni comuni ma ieri ho fatto un esperienza così intensa, così particolare che ho deciso di partire da li.
Scuola, giovedì, ultimo giorno della settimana, si inizia con una assembly in cui i bambini della primaria e della materna ascoltano il dirigente, si esibiscono in qualche canzoncina o brevissima presentazione, ma soprattutto, giorno delle chiacchiere davanti al caffè.
I genitori sono invitati a fermarsi dieci minuti per parlare tra loro e bere qualcosa di caldo (ci sono 30 gradi al mattino!!), mangiare un dolcetto, socialising. Scuola aperta al mondo, mondo invitato a scuola.
Peccato che il mondo non risponda. I genitori questo primo giovedì, erano pochissimi, mi sono fermata a guardarli.  I bambini vengono droppati (dall'inglese "gocciolati", mai espressione fu più adatta a descrivere questo tipo di consegna a scuola) al cancello, accompagnati dal driver o arrivano autonomamente con i tuk tuk. Giovedì c'era qualcuno in più, poche persone, che si conoscevano e si salutavano calorosamente.


Una donna secca, bianca e con pantaloni (!) Abbraccia all'inglese (con relativi colpetti sulle spalle) una grossa ninja velata di nero con bavaglio aggiuntivo. Il saluto più strano che mi sia capitato di vedere. Eppure, nella sua stranezza, aveva un  certo calore.
Stessa donna secca accompagnata da un sorriso gentile mi stringe la mano all'europea mentre mi chiede se sono la mamma di mia figlia. È in classe con suo figlio e lui la vuole invitare a passare un pomeriggio insieme, shockata dallo strano invito-si farà viva la settimana prossima- naturalmente accetto, prossimamente ci scambieremo numeri di telefono.
Tutti questi annunci preventivi mi distraggono un po', perché non fissare un giorno? Perché non scambiare subito numero? Mah?
Questa donna mi fa capire di essere già sudanese da un bel po': si inizia con la dichiarazione di intenti.
Ed è così ovunque, prima si dice cosa si farà, poi domani o poi, si può fare...
Sono le otto e venti, sembra che la mia dose di social activity sia completa, faccio per allontanarmi ma mi accorgo di non aver approfittato del caffè, così vado verso il tavolo. Attratta da un gruppo di grosse sudanesi con hennè alle mani e ai piedi, velate ma non troppo, truccate di tutto punto... parlano arabo, ma appena mi avvicino passano ad un inglese altrettanto disinvolto, cercando di coinvolgermi. Sorridono, si presentano -sei nomi con suoni nuovi che ho dimenticato dopo averli sentiti- capiscono che sono disorientata, non credo che capiscano che non colgo nulla di ciò che dicono. Il loro inglese è difficile per me quanto il loro arabo.
Dopo un quarto d'ora di chiacchiere e vociare confuso realizzo di essere finita dentro il core del PTA. La sigla non aiuta, ma nel giro di poco so che va di moda parlare per sigle... Parents Teachers Association,Physical Education, ICT
... e I.F. di quello che dicono colgo meno della metà, decido di non capire, mi rilasso, e va meglio.

Mi sento ben accolta, sono gentili e carine, tutte sudanesi, una indiana, sudanese da molti anni, il marito ha doppia cittadinanza e due fabbriche. Ci tiene a farmi sapere il suo status.
Tutte me lo fanno sapere piano piano, tutte guidano, sono emancipate. Mi sento ignorante, ma so di non esserlo, mi sento esclusa, ma fan di tutto per accogliermi, mi sento più piccola, ma sono solo più magra... me ne vado dopo che qualche insegnante di qualche materia con sigla non chiara ha dichiarato intento di portare un calendario di attività per giovedì prossimo....
Me ne vado a piedi per strada, solita confusione e fatica a muovermi, ho bisogno di tempo e anche di confrontarmi con altri per leggere le sensazioni che mi sono rimaste.

Nessun commento:

Posta un commento

Hai letto o guardato il resoconto di viaggio?
Vuoi dire qualcosa in proposito?
Lascia un commento!!!