Scritto 16 settembre 2015
Che mi piacciano i bambini è una cosa risaputa, mi lascio intenerire dalle guance tonde, gli occhioni e l'aria "da cuccioli".
Sono delle meraviglie di cioccolato, con occhioni sempre troppo vigili per lasciare indifferente chi li guarda. Appesi alle vesti, al seno, alle braccia, delle donne che sembrano non curarsi di avere addosso questi esserini meravigliosi. Possono essere sporchi o puliti, stracciati o ben vestiti, sono comunque bellissimi.
Il traffico, già detto, è veramente spaventoso, eppure ci sono bambini di sette otto anni da soli, vanno a scuola con la loro bella divisa, la cartella... calciano
sassi, sollevano polvere, centrano le pozzanghere come tutti i bambini del mondo... ma sono da soli.Camminano da soli per la strada, altro che pedibus!!
Quelli accompagnati sono stipati dentro degli amjad a sei posti, sono almeno dieci, fino a quindici bambini in un solo pulmino, mezzi seduti mezzi in piedi, cartelle incluse nel viaggio.
I più grandi sono spesso seduti sul retro di grosse jeep, sembrano militari in trasferta. Le divise della scuola, simil mimetiche, aiutano a rendere l'idea.
I bambini più piccoli che vanno a scuola hanno la divisa, pantaloni colorati camicia chiara, oppure un completo mimetico, sul verde, sul blu, sul grigio... le bambine pantaloni ed abito sopra tinta unita, con foulard bianco da portare sul collo o sulla testa a seconda delle indicazioni della famiglia.
Sono in giro all'ora di entrata ed uscita da scuola.
I bambini, sia piccolissimi che adolescenti che non vanno a scuola portano delle divise tipiche, vecchi abiti non sempre della taglia giusta, riconoscibili per lo strato di sporco che li ricopre tutti, dalla testa ai piedi. Sono in giro ad ogni ora del giorno.
Non sempre hanno ciabatte ai piedi, spesso sono scalzi, molto raramente indossano scarpe.
Hanno corpi lunghi e magri, si muovono da soli in mezzo al traffico, chiedendo elemosina o vendendo fazzoletti, giocattoli, teli, piccoli oggetti. . . Ai bordi della strada si ritrovano in cinque o sei, sono tutti uniformemente impolverati. Sembrano branchi. Hanno età indefinibile, dagli otto ai quindici anni, sotto lo sporco si intravede la pelle scura, forse per la loro etnia, forse perché stanno sempre fuori, sembrano più scuri degli altri bambini.
Lungo la strada per andare alla scuola americana ne incontro sempre due branchi distinti. Uno sotto degli alberi, vicino ad una signora che vende il te, è formato da cinque o sei bambini di cui almeno un paio molto piccoli, sotto i sei anni, ad un primo sguardo sembrano giocare in cortile, poi si vede che sono allo stato brado. Oltre ad essere sporchi hanno gli abiti stracciati, tendono a chiedere l'elemosina ai passanti e spesso cercano nell'immondizia.
Il secondo branco è molto più numeroso, sono almeno dieci bambini più grandi, sono fermi ad un incrocio, forse giocano a dadi o a carte, a volte vendono oggetti agli automobilisti, ma più spesso stanno lì fermi chiusi in una specie di circolo. Da lontano sembrano un mucchio di terra rossa, tanto sono impolverati.
Non sempre hanno ciabatte ai piedi, spesso sono scalzi, molto raramente indossano scarpe.
Hanno corpi lunghi e magri, si muovono da soli in mezzo al traffico, chiedendo elemosina o vendendo fazzoletti, giocattoli, teli, piccoli oggetti. . . Ai bordi della strada si ritrovano in cinque o sei, sono tutti uniformemente impolverati. Sembrano branchi. Hanno età indefinibile, dagli otto ai quindici anni, sotto lo sporco si intravede la pelle scura, forse per la loro etnia, forse perché stanno sempre fuori, sembrano più scuri degli altri bambini.
Lungo la strada per andare alla scuola americana ne incontro sempre due branchi distinti. Uno sotto degli alberi, vicino ad una signora che vende il te, è formato da cinque o sei bambini di cui almeno un paio molto piccoli, sotto i sei anni, ad un primo sguardo sembrano giocare in cortile, poi si vede che sono allo stato brado. Oltre ad essere sporchi hanno gli abiti stracciati, tendono a chiedere l'elemosina ai passanti e spesso cercano nell'immondizia.
Il secondo branco è molto più numeroso, sono almeno dieci bambini più grandi, sono fermi ad un incrocio, forse giocano a dadi o a carte, a volte vendono oggetti agli automobilisti, ma più spesso stanno lì fermi chiusi in una specie di circolo. Da lontano sembrano un mucchio di terra rossa, tanto sono impolverati.
Sono adolescenti, forse non abbastanza grandi o intraprendenti per cercare un lavoro, chissà se sono mai andati a scuola...





Nessun commento:
Posta un commento
Hai letto o guardato il resoconto di viaggio?
Vuoi dire qualcosa in proposito?
Lascia un commento!!!