martedì 8 novembre 2016

Primo assaggio Kathmandu-Nepal

Scritto 2 marzo 2016

I Nepalesi che abbiamo incontrato finora sono proprio come gli indiani...  piccoli, variopinti, gentili, sorridenti e confusionari!

Non pensano che possano esistere persone che hanno orari diversi dai loro, se si devono chiamare gridano, qualsiasi ora sia, ovunque si trovino.
Se sono felici di incontrarsi e si fermano a parlare, lo fanno, anche se devono bloccare il marciapiede affollato.
La sera qui diventa buio presto, alle cinque e mezza chiudono gli uffici ed è subito ora di cena. Alle cinque e mezza i ristoranti iniziano a riempirsi. Alle nove chiudono quasi tutti.
Dalle sei (diciotto) il traffico diventa più intenso e le strade sempre più scure. Verso le otto, quando non c'è più traffico, camminare è impossibile senza una luce portatile.
Non esiste illuminazione cittadina.
Lungo le strade asfaltate, le arterie principali, le macchine che passano rischiar
ano la via anche ai pedoni, ma per i vicoli e i percorsi secondari, terribilmente sconnessi, la luce portatile è indispensabile.
È veramente curioso camminare e vedere le lucette dei pedoni e dei ciclisti muoversi lentamente. Ci sono i più attrezzati che hanno luci sulla fronte, abbagliano chi incrociano, ma sicuramente sanno dove camminano, i più sprovveduti che si fanno strada col cellulare e gli ecologici che fanno ronzare le lampade a manovella. Indispensabile vedere dove si cammina in una città in cui le mucche vanno dove vogliono, si può inciampare in modo sacrilego addosso ad una vacca dormiente o peggio, scivolare su un suo prodotto...

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