lunedì 7 novembre 2016

Donne a Khartoum-Sudan

Foto trovata in internet

Scritto il 25 agosto 2015

Da dove cominciare?
Dagli occhi neri, liquidi e curati che attirano l'attenzione? Si coprono, queste donne, e sono così interessanti. Non si può fare a meno di registrare quello che si vede. Occhi scuri,  sottolineati da sopracciglia curatissime, spesso disegnate, sciarpe di colore intenso (a volte della stessa fantasia del vestito, ma spesso in tinta unita) che circondano completamente il volto evidenziandone la forma; il naso passa in secondo piano, potrebbero essere nasoni importanti o piccoli alla francese, non si notano. 
Occhi e bocca stregano chi guarda, se poi chi sta guardando è una appariscente bianca dal cui velo mal messo escono ciuffi di capelli biondi... gli occhi assumono un aria stupita, divertita. Chi conosce bene i Sudanesi dice che trovano gli europei divertenti, li facciamo ridere.
Penso che non sia così. Credo che siano incuriositi dal nostro aspetto ma che, essendo fondamentalmente buoni, abbiano come reazione il riso, universalmente riconosciuto come gioioso portatore di pace. Se poi la curiosa dimostra rispetto, magari saluta in arabo, allora ci scappa un sorriso bello che illumina tutto il viso. I denti si scoprono e richiamano il bianco degli occhi, effetto luce accesa in una stanza buia. Niente da dire, queste donne sono affascinanti.

Le giovani perché sono belle, con la pelle tesa, liscia, lucida, in tutte le possibili variazioni del cioccolato e del caffè. 
Foto trovata in internet


Le anziane sono importanti, solenni, i visi pieni di rughe esibite con lo stesso orgoglio della pelle fresca di gioventù. Le donne di mezza età... Non ci sono. La vita qui deve essere così dura per loro che passano dall'adolescenza alla senescenza senza farsi vedere per strada.
Ieri ho incrociato lo sguardo sofferente di una signora seduta sul marciapiede, nella polvere più sporca che si possa immaginare, nel caldo delle tre... stava allattando contemporaneamente due bambini, entrambi che avrebbero potuto camminare, uno di almeno cinque anni e l'altro più piccolo.

Foto trovata in internet
 Vederla e cercare dei soldi nella tasca è stato un gesto unico, metterli in mano senza che i bambini vedessero ha richiesto mezzo secondo. Lei mi ha toccata la mano che scappava e mi ha guardata. E basta. Mi ha guardata, ha sorriso grata e mi sono accorta che il suo viso sembrava quello di una vecchia. Eppure stava allattando! Non aveva più di trentanni. La gratitudine di quegli occhi mi ha accompagnata per un po', c'erano più di quaranta gradi, ma avevo i brividi. Non chiedeva l'elemosina, probabilmente stava spostandosi da un posto all'altro e i suoi bambini hanno fatto capricci, hanno chiesto acqua, come fa sempre la mia bambina per strada e la signora ha dato quello che aveva, lì per strada; perché in Africa non c'è molta distinzione tra casa e strada. Probabilmente casa è un posto dove si può dormire, e sul marciapiede, dove non salgono le macchine, si può dormire. Allora è casa.
Questa signora era seduta, ma è una delle poche donne che ho visto sedute, camminano sempre. Lente, eleganti, piene di grazia, camminano.

Camminano le studentesse vestite di beige con sciarpa bianca, camminano con passo deciso, tre o quattro insieme portando i libri e chiacchierando. Una da sola stava visibilmente ripassando la lezione, fissava il vuoto, concentrata e soffocava i gesti spontanei delle mani. Andava verso la scuola, separata da quella dei maschi;  la distinzione inizia dopo i dieci anni, età delle nostre medie.

Foto trovata in internet
Camminano le signore che tornano dalla spesa, belle forti a volte grosse, nascoste da mille veli, testa alta, sguardo avanti borsa in testa.
Le modelle hanno tutto da imparare dal portamento di queste donne, anche la più lenta vecchia e grossa cammina dritta e tenendo la testa immobile, braccia oscillanti lontano dal busto, eleganti sempre anche se straccione, macchiate o con accostamenti di colori e fantasie improponibili.
Il portamento elegante è genetico, generazioni e generazioni di pesi portati sulla testa ha rinforzato colli e spalle, schiene dritte passo regolare che non risente del terreno irregolare o delle calzature di recupero che spesso indossano...
Mi viene da chiedere se il nostro passo frenetico di Europei sia dovuto ai pantaloni, alla fretta o al fatto che portare le borse a mano ci fa diventare asimmetriche.
Le altre donne sedute sono quelle dei pittoreschi bar lungo le vie.
Meritano un discorso a sé...








Nessun commento:

Posta un commento

Hai letto o guardato il resoconto di viaggio?
Vuoi dire qualcosa in proposito?
Lascia un commento!!!