Scritto 4 ottobre 2015
Non ci si riesce a muovere per la strada.
Il traffico è impressionante, le regole stradali si riassumono in:"mi fate passare, sto andando li...?"
Mezzi pubblici senza schemi di viaggio comprensibili, forse solo per indigeni (norme igieniche e di sicurezza sicuramente solo per indigeni). Andare a piedi è per temerari: oltre alle alte probabilità di farsi investire, non sono contemplati marciapiedi o attraversamenti pedonali, c'è un altissimo inquinamento che rende spiacevole camminare, oltre al consueto caldo africano.
Macchine private, per indigeni o diplomatici (targhe rosse ) o per organizzazioni internazionali (targhe blu), amjad (pulmini da otto posti, guidatore compreso) e soprattutto tuk tuk, questi mezzi affollano disordinatamente le strade di Khartoum.
Gli amjad sono privati, di proprietà dell'autista che percorre a casaccio strade asfaltate spostandosi a velocità pazzesche verso punti "sensibili": scuole, ristoranti, negozi.
Muovendosi in questo modo l'autista riesce a fare qualche viaggio portando in giro famiglie troppo numerose per spostarsi in tuk tuk. Fuori dei negozi o dell'aeroporto si assicura qualche rientro a casa con borse della spesa o valigie.Al mattino e al rientro da scuola gli amjad portano anche fino a 20 bambini, cartelle sul tetto. I piccoli sono tutti dentro, apparentemente incuranti dell'essere schiacciati uno sull'altro, con la loro divisa di scuola. Tanto rigore e divisione tra i sessi sembra venire meno nei mezzi di trasporto: ammassati, questo è il modo in cui si muovono i sudanesi a Khartoum.
Spesso gli autisti di amjad si comportano da veri e propri autisti privati, fanno accordi con pendolari e accompagnano persone più abbienti (kawacha) di solito su percorsi già definiti con tariffa settimanale già concordata. Ogni variazione di percorso comporta una nuova, spesso estenuante, negoziazione.
Il mezzo di trasporto più caratteristico, che accomuna tutti i paesi poveri, è il tuk tuk: ape car adibito al trasporto dei passeggeri.
Agile come un motorino, capiente perché ha tre, sedendosi insieme all'autista anche quattro, posti. Se non c'è un impianto stereo con casse da discoteca incastrato dietro il sedile, ci possono stare delle borse della spesa o una piccola valigia.
È il mezzo più amato dai bambini, decisamente pericoloso ma sicuramente affascinante.
I tuk tuk sono mezzi coperti quindi possono usarli tranquillamente anche donne musulmane che viaggiano da sole, sedute nell'ombra dietro all'autista passando inosservate. I bambini possono sedersi anche per terra, sui piedi degli altri...
Il mezzo in sé potrebbe essere molto semplice da vedere e da guidare, è un motorino a tre ruote in fondo. Ma qui realizza la massima espressione del cattivo gusto. Un autista si compra un tuk tuk, immagino a prezzo di molti sacrifici, è un investimento... lo tiene bene? Nuovo? Ordinato?
Non sia mai!!
Adesivi glitterati, pendagli di ogni tipo, porta bibite con forme impensabili...
Questo all'interno.
Qualche amante della musica occupa con delle casse enormi il vano posteriore, rendendo impossibile il trasporto di merci, e garantendo audiolesioni ai trasportati, non può fare servizio al supermercato, ma la musica...
Dalle maniglie pendono nastrini colorati o argentati che svolazzano nel traffico, dopo qualche viaggio assumono it caratteristico color "rosso polvere".
Sui cerchi delle ruote è trendy appendere dei rostri che hanno lo scopo di brillare la sera e allontanare altri mezzi dai lati.
Sul parabrezza sono sempre appesi con delle ventose degli specchi, almeno tre, a forma di piede, mano, teschio, pesce o topolino...hanno lo scopo di consentire agli occupanti di specchiarsi, o all'autista di vedere i clienti, o forse non hanno alcuno scopo. Come i pendagli imbottiti a forma di animali, stella, chiave, personaggi Disney, il parabrezza è dondolante, colorato, molto pieno, come fanno a vedere la strada?
Attraverso un angolino di parabrezza che rimane libero da strafanti.
In memoria dei principali mezzi di trasporto delle periferie e delle campagne, tutti i tuk tuk hanno la coda: un pezzo di grossa corda di cuoio con estremità divisa in tanti fili... pende da dietro, all'esterno del mezzo, oppure dentro, dietro la testa del conducente.
Non importa dove devono andare, quanto traffico c'è, o quanto è sconnessa la strada, loro devono andare forte e fare tanto rumore.
Penso che il nome tuk tuk derivi proprio dal rumore che fanno, come se non bastasse il suono naturale del motore, aggiungono delle cicaline stranissime che fanno i suoni più strani per attirare clienti.
La velocità è la loro priorità, non importa se non hanno nessuno a bordo o se sono in ritardo per qualche destinazione importante, si muovono come indisciplinate biciclette che hanno accesso ovunque, marciapiede e direzione opposta compresi.
Attraversano la strada a quattro -non allineate- corsie avanzando di un metro alla volta, chiedendo precedenza mostrando la mano "a carciofino" agli altri automobilisti a cui stanno tagliando la strada.
Lungo le strade sterrate non hanno direzione obbligatoria da seguire, possono andare a destra, sinistra, attraversare, fermarsi, a causa del terreno sconnesso. Il loro obiettivo è raggiungere la destinazione, in un modo o nell'altro.
Qualche giorno fa, sotto il sole del primo pomeriggio, mentre camminavo su un largo marciapiede che costeggia Mohammed Najb road, ho rischiato di essere investita da un paio di tuk tuk che avevano pensato bene di salire per guadagnare qualche metro al semaforo rosso... non avevo fatto caso al loro suonare, suonano continuamente creando un sottofondo indistinto di clacson.
La procedura di accensione del tuk tuk è piuttosto complicata, richiede il sollevamento energico di una leva posta sul pavimento a fianco al pilota, forse è per questo che non lo spengono mai? Al semaforo rosso, quando diventa difficile tenere il motore al minimo, continuano ad avanzare superando macchine e mezzi fermi alla linea del semaforo, arrivano ad invadere abbondantemente la corsia di attraversamento per poi scattare al suono di mille clacson appena diventa verde, segnale acustico incorporato al semaforo!! Essendo molto oltre la linea, i piloti non hanno modo di vedere quando cambia colore, non è un problema, ci pensano gli altri clacson a segnalarlo.
Non ci sono regole per superare il veicolo davanti, come viene più comodo, da destra, da sinistra, accostando a fianco... se l'altra macchina si muove e sta per venire addosso, basta suonare! È veramente emozionante viaggiare col tuk tuk, la bimba dice che è meglio di GardaLand. Mi ha fatto pensare molto questa affermazione: nelle giostre, anche dove il rischio è minimo, ci sono cinture di sicurezza e sistemi di bloccaggio, nel tuk tuk, dove ogni viaggio è una autentica avventura, se non vuoi essere scaraventato fuori devi solo tenerti stretto al sedile bisunto.
Tutto questo è veramente pittoresco, la vera esperienza però è viaggiare sul tuk tuk la sera: come stare su un albero di Natale con le ruote!
Qualche giorno fa, sotto il sole del primo pomeriggio, mentre camminavo su un largo marciapiede che costeggia Mohammed Najb road, ho rischiato di essere investita da un paio di tuk tuk che avevano pensato bene di salire per guadagnare qualche metro al semaforo rosso... non avevo fatto caso al loro suonare, suonano continuamente creando un sottofondo indistinto di clacson.
La procedura di accensione del tuk tuk è piuttosto complicata, richiede il sollevamento energico di una leva posta sul pavimento a fianco al pilota, forse è per questo che non lo spengono mai? Al semaforo rosso, quando diventa difficile tenere il motore al minimo, continuano ad avanzare superando macchine e mezzi fermi alla linea del semaforo, arrivano ad invadere abbondantemente la corsia di attraversamento per poi scattare al suono di mille clacson appena diventa verde, segnale acustico incorporato al semaforo!! Essendo molto oltre la linea, i piloti non hanno modo di vedere quando cambia colore, non è un problema, ci pensano gli altri clacson a segnalarlo.
Non ci sono regole per superare il veicolo davanti, come viene più comodo, da destra, da sinistra, accostando a fianco... se l'altra macchina si muove e sta per venire addosso, basta suonare! È veramente emozionante viaggiare col tuk tuk, la bimba dice che è meglio di GardaLand. Mi ha fatto pensare molto questa affermazione: nelle giostre, anche dove il rischio è minimo, ci sono cinture di sicurezza e sistemi di bloccaggio, nel tuk tuk, dove ogni viaggio è una autentica avventura, se non vuoi essere scaraventato fuori devi solo tenerti stretto al sedile bisunto.
Tutto questo è veramente pittoresco, la vera esperienza però è viaggiare sul tuk tuk la sera: come stare su un albero di Natale con le ruote!






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